Il perché di questo articolo

Una delle domande più comuni che riceviamo dai clienti è: “Quanto è difficile, in realtà, il Selvaggio Blu?” La maggior parte delle persone presume che la sfida principale riguardi i tratti tecnici e legati all’arrampicata — e ce lo sentiamo dire di continuo: “Non sono un vero arrampicatore”, oppure “Ho arrampicato un po’ anni fa, ma sono abbastanza arrugginito.”

Ecco la buona notizia: i tratti in corda non sono la cosa di cui dovete preoccuparvi. Ogni tour del Selvaggio Blu è guidato da una guida alpina certificata IFMGA, che gestisce tutte le manovre di corda e si assume la piena responsabilità per la sicurezza del gruppo sui terreni tecnici. La guida tiene la corda, gestisce ogni calata e si assicura che ogni partecipante si muova in sicurezza. Siete in mani esperte. La vera difficoltà sta altrove — nel terreno stesso.

 

Il terreno: su cosa camminerete realmente

Quando le persone vedono che copriamo in media 10 chilometri al giorno, alcuni chiedono: “Di solito facciamo 25–30 chilometri di escursione al giorno — possiamo combinare due giorni in uno?”

La risposta, purtroppo, è no. E il motivo è semplice: su questo terreno, non si può camminare a più di 2 chilometri all’ora. Il Selvaggio Blu attraversa un paesaggio composto quasi interamente da calcare — fratturato, rotto e spesso tagliente come un rasoio. Non state camminando su un sentiero. State navigando in un campo continuo di rocce irregolari, detriti e bordi seghettati. Ogni singolo passo richiede un pensiero consapevole e un posizionamento preciso.

Questa è la vera sfida del Selvaggio Blu: camminare.

walking on the Selvaggio Blu Terrain

Come camminare sul Selvaggio Blu: la tecnica

L’istinto di molti escursionisti sul Selvaggio Blu, di fronte a questo terreno, è quello di mettere il piede dentro le fessure e le crepe — per cercare l’appoggio più basso e stabile. Questo è l’approccio sbagliato, e rende la progressione estremamente lenta e fisicamente estenuante.

La tecnica corretta è l’opposto: mettete i piedi in cima alle punte taglienti, non in mezzo ad esse.

Pensate a galleggiare sulla roccia piuttosto che combatterci attraverso. Ecco i principi chiave:

  • Mantenete la fluidità. Lo slancio è vostro amico. Fermarsi costantemente spezza il ritmo e rende il terreno più difficile, non più facile.
  • Restate dritti. Mantenete una postura eretta e bilanciata. Evitate di usare le mani per stabilizzarvi — i vostri piedi dovrebbero fare tutto il lavoro.
  • Fate passi leggeri e deliberati. Posizionate ogni piede con cura, applicando il peso in modo fluido piuttosto che pestare i piedi o avere fretta.
  • Pianificate in anticipo. Scansionate costantemente due o tre passi davanti a voi, mappando mentalmente i movimenti successivi. Questo terreno richiede la massima concentrazione — non aspettatevi di chiacchierare molto o di ammirare il paesaggio mentre camminate.

Vale la pena notare che questo tipo di camminata richiede la vostra completa attenzione. Guardarsi intorno, parlare con i compagni di escursione, anche un solo momento di distrazione — tutto questo può portare a un inciampo.

Abbracciate il focus meditativo che il terreno richiede.

walking on the limestone of Selvaggio Blu terrain
walking on the limestone of selvaggio blu terrain

Calzature: cosa indossare e perché è importante

Dopo cinque giorni su questo terreno, i vostri piedi vi diranno tutto su se avete scelto o meno le scarpe giuste. Ecco cosa consigliamo:

Degli scarponi da trekking robusti e alti alla caviglia sono essenziali.

Ecco perché ogni elemento è importante:

  • Suola rigida: Camminerete prevalentemente sulla parte anteriore del piede — l’area metatarsale — mentre appoggiate i piedi sulle punte e sui bordi delle rocce. Una suola rigida e protettiva ripara questa parte del piede dalla fatica e dagli infortuni durante i cinque interi giorni di trekking.
  • Supporto per la caviglia: Gli scarponi a taglio alto servono a due scopi fondamentali. Primo, forniscono un supporto laterale che aiuta a prevenire le distorsioni della caviglia su superfici irregolari e imprevedibili. Secondo — e questa è una cosa che molte persone non si aspettano — proteggono le caviglie dai costanti impatti di bassa intensità causati dallo sfregamento contro i bordi taglienti della roccia. Questo accade molto più spesso di quanto ci si aspetterebbe.

Cosa evitare: Le scarpe da trail running o qualsiasi calzatura con una suola morbida e flessibile non sono adatte a questo ambiente. Una suola morbida trasmette ogni punta tagliente direttamente al piede e, dopo uno o due giorni, l’effetto cumulativo diventa davvero doloroso. Allo stesso modo, le scarpe a taglio basso lasciano le caviglie esposte a lividi, graffi e al rischio molto reale di una distorsione.

Scegliete le vostre calzature con cura — faranno la differenza per la vostra esperienza sul Selvaggio Blu.

La geologia: come si è formato questo paesaggio

Il terreno è costituito da rocce di calcare taglienti e sciolte – formazioni sedimentarie depositate sui fondali marini milioni di anni fa. Il loro componente principale è il carbonato di calcio, un minerale altamente sensibile all’acidità.

Nel corso di milioni di anni, la lieve acidità presente nell’acqua piovana ha lentamente dissolto la superficie della roccia, scavando canali e solchi dove l’acqua continuava a scorrere, incidendo sempre più in profondità. Il risultato è una superficie liscia in alcuni punti, profondamente fessurata in altri, e spesso coronata da bordi affilati e seghettati – un paesaggio diverso da quasi tutto ciò che troverete su un normale sentiero escursionistico.

Avete domande sull’attrezzatura, la preparazione o cosa aspettarvi sul sentiero? Contattateci – saremo felici di aiutarvi a prepararvi.

walking on Selvaggio Blu Terrain